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Salve a tutti, il vero motivo che mi porta a scrivere? Il mio colon irritabile o meglio infiammabile! Questa non poco diffusa patologia ha influenzato negativamente la qualità della mia vita, e nel suo riscontrabile e prevedibile peggioramento, mi ha indotto a trovare necessariamente un qualche rimedio. Una cosa è risultata nel tempo evidente e chiara, questa patologia trovava coniugazione e conseguente peggioramento per un'insofferenza e disagio psicologico di base, più che per una specifica intolleranza alimentare. Insomma un malessere attivato più da un'insoddisfazione mentale, che fisica. In genere quando si comincia a sfiorare gli "anta" ci si ritrova, chi più chi meno, a fare i conti con delle patologie, che subdolamente, da momentanee quali all'inizio si crede siano, ce le si ritrova pian piano croniche. Tra le tante patologie la suddetta è per me di certo la più avvilente, e mi castiga quotidianamente con dei fastidiosi crampi al basso ventre, che di frequente mi costringono a piegarmi sulla pancia, per trovare, in questa posizione, un poco di sollievo. Mani sul viso a sostegno del capo, gomiti sulle ginocchia, il sedere sul solito divanetto basso, e sguardo pensieroso rivolto alla tv unica mira per la mia vista in questa frequente posizione. Ore di noia, nervosismo e malessere per me, che fino a non molto prima iperattivo di natura ero sempre in movimento, e dunque per niente affascinato alla tv. Ore ed ore ad ascoltare distrattamente in sottofondo notizie di volgarità, idiozie, brogli, ingiustizie e telecronache di guerre in diretta. Ore di inattività in compagnia di analisi, valutazioni, scelte, e leggi vomitate dalla scatola parlante sempre profondamente ingiuste e prevedibilmente "convenienti". Ore di notizie e voglie, false od alterate che come mattoni si componevano via, via uno sull'altro per una scomoda prigione sequestrando spirito, "azione" e buon umore. Così pian piano invece di guardare l'imperituro bilico della tv tra teorici "valorosi" sogni, e deprecabili pratiche realtà, ho cominciato a scrivere. Si è la verità è questa! Ho cominciato a scrivere perché non avevo di meglio da poter fare tra l'assedio di tanto inutile pericoloso! E giacché oggi secondo le regole di moda non interessa se una cosa serva o meno, ma l'importante è che sia lucida e veloce, così come non importa cosa si dica ma altrimenti da dove si parli, tanto quanto è poco rilevante se realmente si crede in qualcosa, se comunque se ne riesce a dare forte la sensazione, ho creduto che non fosse importante saper scrivere per farlo. Il mondo in genere è sempre dalla parte opposta, ed in forte contrasto, rispetto a quella ove si usa il cervello! E' un'esagerazione? Ed allora vi chiedo chi è l'uomo oggi più potente della terra? Non è forse G.W. Bush! Cosa mi spinge ad essere cosi perfidamente ironico? Soldi e politica, che erano nati per essere usati in mezzi per una vita migliore, sono perversamente divenute funzioni, e le vite degli uomini al contrario, loro strumenti. La materia, esistente solo per esser “compresa” e sottomessa dall’uomo, ha finito al contrario per comprenderlo, ed assoggettarlo in tutti i suoi ideali, sogni, aspirazioni, gratificazioni ed emozioni. Lo ha reso schiavo in una perversa ed esasperata dinamica tecnologica. Ne ha imbrigliato con molteplici aspetti inutili coscienza e progresso assuefacendolo per una “statica celebrale” ipnotica di possesso ed ipocrisia. Quindi nell’ovunque di tempo e luogo ordinarie e prevedibili notizie di un mondo che rotola veloce fra interessi ed abusi, sciolinato di ingiustizia ed avidità che travolge tutti e tutto senza riserva alcuna. Solite morti per annunciati omicidi, solite catastrofi per soliti errori, soliti vincenti per soliti suicidi, soliti governi per solite conquiste. Del resto un mondo intelligente sarebbe necessariamente guidato da uomini intelligenti. Dunque non è anormale che l’equazione base della temporalità contemporanea sia g.w.bush (minuscolo non casuale). Potenti del mondo quasi tutti con le stesse pieghe d’assoluti e convinzione nelle rughe profonde di facce maleficamente inespressive. Che bene potrebbero mai produrre al genere umano esistenze ricche di tanti privilegi, sembianze, malafede e stupidi interessi e passioni? Esistenze di circa 70, 80 quando va bene 90 od eccezionalmente 100 anni ma sempre miserevolmente insignificanti alla storia per muoversi con una presunzione tanto ottusa, pericolosa e dannosa capace di ereditare alla terra danni per millenni. Cani che si sbranano in maniera elegante per un osso accompagnate da galline sofisticate che per entrare tutte insieme dalla porta principale si ostacolano sistematicamente fra loro. Il mondo intanto tranne che per poche e sparute menti, rotola irrefrenabile, ed isterico tra milioni e milioni di spettatori indifferenti. In costante caduta verso il basso del massimo comune divisore anziché verso l’alto del minimo comune multiplo. Il mondo è rotondo e forse questo la mente in genere risulta predisposta a cerchialità di ragionamenti ossessivamente ciclici. Forse per questo, nel contrario del caso, molte teste a furia di pensare ed essere funzionali, divengono quadrate. Si parte sempre, almeno cosi è negli intenti, per esplicare funzioni ma si finisce sistematicamente nelle curve paraboliche degli aspetti. Cosi nella realtà della coniugazione ogni cosa da buona e retta diviene cattiva e curva, da idealmente utile, a sostanzialmente dannosa. Il mondo oramai un irrefrenabile bolide lanciato nelle curve mortali del gran premio della catastrofe. Le migliori teste, ovvero quelle quasi perfettamente rotonde nell’isteresi della loro circolarità fisiologica, ma ancor più psichica stanno riuscendo addirittura a “globalizzare” il globo. Intanto sulle nostre teste gli extraterrestri volano a migliaia, ma quasi tutti abbiamo troppo da fare per “osservarli”!! Esistono dunque altre realtà, diverse da quella che comunemente viviamo? Questa, che conosciamo e celebriamo giorno dopo giorno, è dunque l’unica normale e naturale per noi? Chissà quante volte ci sarà capitato di chiedercelo (almeno spero per voi) è bene quindi fare un po’ di chiarezza! Per quanto è visibile oggi, sembrerebbe proprio, che ciò che è normale non è naturale, così come ciò che è naturale, non è normale! Spesso i due termini vengono ordinariamente intesi nello stesso significato mentre nel reale senso risultano in antitesi. Normale è ciò che rientra nel canone. Derivante dal greco canone significa bastone, metro, più in generale strumento di misurazione. Esistono più canoni, più norme e di conseguenza più normalità. Il termine normale racchiude quindi in se un concetto relativo. Altrimenti naturale derivante da natura, ovvero creazione divina, racchiude in se un concetto " assoluto”. Nel tempo al termine canonico, derivante da canone ovvero, tutto ciò che è misurabile, prevedibile, ponderabile si è sostituito il significato di puro, vero, misurabile, conosciuto, insindacabile. Allo stesso modo per il termine apocrifo che in contrapposizione a canonico significava, sconosciuto imponderabile, misterioso, non misurabile si è trasformato nel senso di eretico in passato e di non puro e falso, oggi. Normale è oggi la fede per una religione canonica. Normale per l’uomo è il generale e dominante sentimento di non appartenenza al divino che, lo determina in ciò che fa tanto quanto, estranea è la coscienza al proprio animo. Osservanza ed attenzione per leggi e religioni tanto quanto, spirito e buon senso al di fuori trasposti. Nel piacere ideale, il possesso diviene più importante dell’uso, tanto quanto, la forma per il contenuto. La gratificazione determina il lavoro tanto quanto, la convenienza la giustizia. Il bene è nel male, quanto il male nel bene. Naturale per l’uomo è la capacità, con coscienza ed apocrifo arbitrio, di risolvere la confusione imperante. Segue quindi che naturale è per l’uomo prodigarsi, in vita, nel costante tentativo di far coincidere la teoria del pensiero, con la pratica della vita nelle molteplici sfaccettature di eventi e contingenze. Coerenza e “sensitività” nella pratica di una frequente meditazione trascendentale infondono, per mistero da sempre ponderato ma irrisolto, energie ed influenze “extraterrene” che di tono intuitivo più che razionale, permettono all’uomo di superarsi. Filosofia quindi come canone di vita che, nella sua costante ricerca di consapevolezza, prevede implicitamente una fonte generatrice alla quale attingere. Un’intelligenza imperiosa e sovrastante nell’aria, guida un’ideale ed inconsapevole spirale conduttrice di energia vitale e consapevolezza, che attinge alla sua fonte. Che all’essere filosofi corrisponda essere credenti? Un’altra quesito è dunque l’unica saggia risposta alla suddetta domanda! |
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