INTRODUZIONE

 

Perché si vive? Quale è il vero scopo della nostra esistenza? Non lo potremo mai sapere per certo, non possiamo comprendere ciò che “ E’ ” ma questo, non deve trattenerci dal ricercarne una ragionevole interpretazione. Che Dio esiste è quindi l’unica assoluta convinzione della “alternativa” ricerca che leggendomi rileverete, e questo nella novità di un approccio “alternativo” e poco “allineato”, se riferito alle “tesi imperanti” della realtà ordinaria. Sarà essa l’architrave della costruzione di un teorema, che avvalendosi di concetti geometrici elementari, tenterà di trovare un comprensibile e verosimile senso alle domande sicuramente irrisolte per tutti noi, sul significato della nostra esistenza.

Una chiave di lettura diversa da quella comunemente operata, solitamente unta di asettica ritualità e celebrazione, che non lascerà spazio a credenze, dogmi inconcepibili, santi e quanto altro di affine ma, considererà altrimenti solo un bene all’opera, generato nel profondo rispetto dell’intelligenza. Un bene quindi rivalutato nella sua essenza, e non più reliquiario di una concezione ,che predilige la pratica come aspetto e la teoria come funzione. Cosi come il pene penetra nella vagina, e lo spermatozoo nell’ovulo, allo stesso modo la consapevolezza nel nostro pensiero. Il punto-attimo dell’idea, frazione primordiale spazio-tempo, entra nell’orizzontalità del piano del ragionamento, tracciando la retta della direzione del come, la quale elevandosi nella verticalità dello spazio del pensiero, “avverte” il senso del perché. Tale attività che si sostanzia in un movimento spirante senza stasi è propria della capacità intellettiva dell’uomo, sin dall’originaria forma della  struttura molecolare che lo contraddistingue il D.N.A. Nel tentativo quindi di trattare le fasi e lo sviluppo di tale processo, ci avvarremo di un sistema di riferimento geometrico nei suoi aspetti elementari e fondamentali, del punto, del piano e dello spazio.